La European Needs Analysis – analisi dei bisogni europea ha fornito indicazioni essenziali per costruire una solida base per lo sviluppo, la sperimentazione, la sostenibilità e le attività condotte all’interno del progetto PLACES. Questa analisi si articola in quattro componenti principali:
La analisi dei bisogni è stata gestita dai partner italiani dell’Università degli Studi di Milano Bicocca ed è stata sviluppata a partire dai contributi raccolti da tutti i partner del progetto nei rispettivi paesi. Questo approccio collaborativo ha garantito una comprensione completa del contesto, fornendo al partenariato le conoscenze di base necessarie per supportare la fase di progettazione e innovazione, l’implementazione e la valutazione dell’impatto del progetto.
Durante il processo di analisi dei bisogni è emerso chiaramente che il progetto PLACES può svolgere un ruolo significativo nel supportare gli insegnanti nell’integrazione degli OSS nelle pratiche didattiche. Sebbene gli OSS siano in una certa misura incorporati nei curriculum educativi di tutti i paesi partecipanti, le indicazioni politiche sulla loro attuazione a livello scolastico, così come la formazione aggiuntiva per gli insegnanti, rimangono limitate. Di conseguenza, scuole e insegnanti devono spesso occuparsi autonomamente dell’integrazione degli OSS nella propria didattica.
I risultati rivelano che gli insegnanti hanno in generale un atteggiamento molto positivo nei confronti degli OSS ed sono interessati ad occuparsene nella propria didattica. Tuttavia, segnalano la mancanza di una formazione strutturata e fanno ampio affidamento sull’autoformazione per acquisire conoscenze e competenze sugli OSS. Inoltre, dichiarano di avere bisogno di un maggiore supporto istituzionale, in particolare in termini di disponibilità di tempo e accesso a materiali didattici adeguati.
Per quanto riguarda lo storytelling, gli insegnanti ne riconoscono unanimemente il valore come metodo educativo. Tuttavia, solo il 20% degli insegnanti che hanno risposto al questionario utilizza attualmente lo storytelling per introdurre gli OSS o anche in altre materie. Questo basso tasso di attribuibile è attribuito a una percezione di mancanza di competenze e alla necessità di ulteriori risorse e formazione. Il divario è ancora più marcato per quanto riguarda l’uso dello storytelling con metodologie basate sul gioco.
Nell’ambito dell’analisi dei bisogni, alcuni studenti di età compresa tra 6 e 14 anni hanno partecipato a focus group e interviste in piccoli gruppi in ciascun paese partner. Sono stati invitati a raccontare le proprie esperienze scolastiche, i propri bisogni e la loro familiarità con lo storytelling. Una delle principali conclusioni emerse da queste sessioni è che gli studenti desiderano essere maggiormente coinvolti nei processi decisionali legati alla scuola, con la guida dei loro insegnanti. Inoltre, hanno espresso una forte preferenza per attività che incorporino il movimento fisico e che sfruttino diversi spazi scolastici al di là della tradizionale aula.